Buona notte, San Tino: il trailer

Buonanotte, San Tino – il trailer
Cortometraggio contro l’usura, realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2009 della Regione Lazio con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico.

Prodotto da CO.Di.Ci e CollAttivo HIVE
Con la collaborazione di ADUC e UNUSS
Con Andrea Roncato – regia di Federico Moschetti

Iron Man 2: non solo armature e esplosioni

Dall’anteprima di Iron Man 2 si possono dedurre varie cose: intanto, che sempre di meno i nuovi Marvel Studios (ora forti anche del supporto di mamma Disney) hanno paura di sfoggiare effetti speciali davvero stupefacenti; gli scontri fra i personaggi principali, infatti, oltre alla spettacolare sequenza di combattimento di massa con una serie di droni/cloni del nostro “testa di ferro” rosso e oro, mostrano evidentemente una magnificenza che aumenta e migliora film dopo film – e sappiamo bene che la Marvel non ha intenzione di fermarsi qui con le sue creature filmiche, con l’annuncio di Thor per il maggio del prossimo anno, il film su Capitan America e quello corale sui Vendicatori.

Inoltre, sorprendentemente per un genere di film dal quale, giustamente, ci sia aspetta prevalentemente una soddisfazione visiva, di effetti speciali, di grandi scontri e mirabili fantasie che prendono vita, ci ritroviamo anche di fronte ad una divertente e interessante sceneggiatura: intendiamoci, non stiamo parlando di un capolavoro tarantiniano o smithiano, ma indubbiamente, rispetto a tanti altri “cugini” del genere supereroistico, Iron Man 2 si afferma per dei dialoghi interessanti, con mordente, e molto ritmati e per un accostamento e sviluppo delle scene che, con piacevole sorpresa, scopriamo riuscire a sostenere discretamente questo ritmo.

Decisamente un lato inaspettato, piacevole, e non preventivato nella riuscita di questo blockbuster. La costruzione riuscita della sceneggiatura riesce anche a legarsi bene con una discreta fedeltà allo spirito – se non alle storie specifiche – del grande classico dei fumetti da cui è tratto il franchise, riuscendo a cogliere discretamente attraverso i dialoghi e le situazioni lo spirito dei personaggi principali.

In conclusione, un mix interessante – anche se, come già detto, non certamente da storia del cinema – , che dimostra (forse

inconsapevolmente, purtroppo) come si possano in effetti legare bene aspetti che tradizionalmente, in questo filone cinematografico, tendevano ad escludersi vicendevolmente, come l’attenzione alla spettacolarizzazione visiva, che tendeva a diventare troppo spesso

fine a se stessa, e l’aderenza ad un prodotto-film dotato di una struttura, di un filo di dialoghi, vicende e situazioni ben strutturato, secondo principi coerenti e godibile per lo spettatore e per l’occhio critico. Insomma, risultato interessante: lo prendiamo come un primo passo verso una strada sempre più positiva, in cui anche i film di supereroi avranno un loro fondamento strutturale.

Ultima nota decisamente interessante: Scarlett Jhoansson nei panni di Black Widow (Vedova Nera) e del suo alter-ego Natasha Romanova, agente segreto alle dipendenze di un’agenzia para-governativa e doppiogiochista a fin di bene all’interno delle industrie Stark, è davvero memorabile; nulla da eccepire, perfettamente nel personaggio (molto semplice, per la verità), e soprattutto uno spettacolo per il pubblico, prevalentemente maschile.

Raiperunanotte – società consapevole contro la censura

Manca ormai solo un giorno alla grande iniziativa Raiperunanotte, voluta da un gruppo di giornalisti, fra cui Michele Santoro, per poter riuscire comunque a veicolare informazione sociale e politica in Italia nonostante l’intervento volto ad appiattire lo scambio informativo (con la scusa del rispetto di un principio di equità e di par condicio fra gli schieramenti), proprio a ridosso delle elezioni regionali; il provvedimento, come sappiamo, non ha tuttavia toccato le emittenti private (diretto organo di rappresentanza di uno di questi schieramenti), che in questo modo provvede da un mese a fare ininterrottamente una campagna elettorale a tappeto, senza scambi, senza contraddittori, senza confronti di alcun genere.

Per questo risulta fondamentale sostenere quanto più possibile l’iniziativa dei giornalisti coinvolti (fra cui ricordiamo anche Marco Travaglio e Giovanni Floris), in modo da dare la massima visibilità possibile a quello che sembra essere l’unico confronto possibile prima del voto, l’unico momento in cui avremo, tutti, la possibilità di valutare e comprendere la situazione politica e sociale italiana, lontano da sterili e propagandistici comizi e arringhe alle folle, volti solo a catturare l’attenzione di una popolazione anestetizzata dalle menzogne dorate e dai vuoti politici dominanti.

Qui di seguito trovate i “luoghi” principali in cui poter accedere all’evento, luoghi virtuali, che ci trovano tutti in qualche modo protagonisti e allo stesso tempo osservatori di un evento nato da una rete e da una compartecipazione che solo di recente in Italia si stanno affermando. Facciamole crescere.

Su internet

antefatto.it
repubblica.it
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radionation.it
metilparaben.blogspot.com
ilnichilista.wordpress.com
elioelestorietese.it
radiocage.it
radioreggio.it
radiocentromusica.it

Sul sito sono anche presenti delle mappe interattive per verificare facilmente, all’interno della propria regione, in quali piazze verranno organizzate proiezioni pubbliche, quali TV locali e quali stazioni radio trasmetteranno l’evento.

Per ogni altra informazione, potete visitare il sito dell’evento

Ivan Zuccon e l’Horror indipendente

Intervista molto interessante al regista italiano di horror indipendente Ivan Zuccon, che come spesso capita è molto conosciuto oltre i confini italiani, ma trova poco spazio e poca distribuzione nel nostro paese.

Riproponiamo l’intervista di Giulio DeGaetano, tratta dal sito Indie Horror:

Ivan Zuccon rappresenta buona parte del cinema italiano di oggi (e di ieri): ignorato in patria ma acclamato all’estero. Sembra incredibile, e ne troverete conferma nelle sue parole, come ci si debba rassegnare ad una distribuzione nazionale, dovendo puntare sin dall’inizio al mercato europeo (prima) ed americano (poi) senza potersi minimamente guardare intorno. COLOUR FROM THE DARK è il suo ultimo lavoro, un ulteriore passo avanti dopo film come NYMPHA e LA CASA SFUGGITA, che adesso è stato esportato in dvd in America … mentre in Italia continua a non parlarsene. I caratteri che muovi sullo schermo sembrano animati da un impulso primordiale (la cieca fede di Geremia in Nympha, oppure il male insinuato nella carne della protagonista de Il colore venuto dallo spazio), sembra quasi che ti affascini il lato più istintivo (e bestiale) dell’uomo. Diciamo che cerco di mettere in contrapposizione i due elementi primari che muovono le azioni e i comportamenti umani: l’istinto e la ragione. In realtà non sono affascinato dai comportamenti bestiali degli uomini, ne sono spaventato. Certo è che dovendo raccontare storie di paura viene logico per me raccontare ciò che mi spaventa realmente, da ciò la presenza di questi elementi primari nei miei film. In Colour From the Dark per esempio la “ragione” è bel rappresentata dal personaggio di Pietro, con la sua solidità morale, con la sua caparbietà nel cercare di capire con l’ausilio della logica tutto il male che si sta scatenando nella sua famiglia. Lucia invece incarna le pulsioni più selvagge, rappresenta la ragione che soccombe agli istinti più biechi e violenti. Alla fine di tutto la ragione verrà schiacciata dal male che sovrasterà tutto e tutti, degradando e corrompendo ogni cosa. Hai sempre saputo dosare lo splatter (Bad Brains) con l’orrore gotico e suggestivo (Il colore venuto dallo spazio), oltre a dirmi quali cineasti (italiani e non) ti hanno influenzato in entrambi i filoni, a quale di questi due elementi preferisci dare risalto? Non amo molto lo splatter. Quando l’esibizione dell’effetto di make-up è gratuito e fine a se stesso a me non piace, e cerco di tenere bene a mente questo aspetto nei miei lavori. Credo che in COLOUR FROM THE DARK ci sia un buon equilibrio tra ciò che si mostra e ciò che si fa intuire, senza eccedere nell’effettaccio ma senza nemmeno essere troppo conservativi. Quanto ti influenza la letteratura, che sia orrorifica o meno? Quale romanzo stai leggendo attualmente? Diciamo che l’aspetto estetico mi viene influenzato dalla visione di opere cinematografiche, mentre l’elemento contenutistico spesso mi viene suggerito dalle mie letture. I miei scrittori preferiti di sempre sono William Burroughs e James Ballard. Ultimamente purtroppo non riesco a leggere molto, e nemmeno a vedere molti film horror. Dopo la nascita di mia figlia Miriam mi vedo costretto (anche se è un sacrificio che faccio con piacere) a vedere molti cartoni animati e leggere tante fiabe. Visti in modo intensivo e con gli occhi dell’adulto i cartoons sono una esperienza strana. L’uso della violenza nei programmi per bambini è portata all’estremo, ma privata della sofferenza. E’ curioso vedere personaggi picchiati a raffica senza che questi ne portino le conseguenze. Non so se questo influenzerà in qualche modo i miei lavori futuri, ma non è escluso. L’ultimo romanzo che ho letto e che ha in qualche modo a che fare con l’horror è “La Voce Dentro” di Sara Gran. Un bel libro asciutto e diretto con una scrittura ed una visione molto cinematografica. Che approccio segui quando decidi di dedicarti ad un nuovo film? Leggi script preparati da altri, guardi cosa ti ruota intorno e impugni la penna … Un po’ tutte e due le cose. Leggo script che mi vengono recapitati che però, in genere, non mi attraggono molto, sembra che i nuovi autori si gettino troppo nello spatter e dimentichino l’importanza delle storie e dei personaggi. Se prendo in mano la penna è solo per stendere dei soggetti, poi mi affido a sceneggiatori di fiducia per lo sviluppo. La scrittura non è la mia passione, ma a volte per dare sfogo alle mie idee mi vedo costretto a scrivere storie di mio pugno. Abbiamo assistito a diversi filoni horror che hanno spopolato in determinati periodi in base ai gusti dei fan (si pensi allo splatter anni ’80 o al teen-horror lanciato da Scream), tutt’oggi siamo in balia della remake-mania. Quando pensi finirà questo ennesimo corso, e quale sarà il prossimo secondo te? Ti assicuro che se sapessi quale sarà il prossimo filone di successo avrei già in cantiere un film, pronto per cavalcare l’onda prima di tutti, ma i trend sono difficili da predire. Il tempismo poi è fondamentale, magari fai un film che affronta tematiche che poi saranno di successo, ma se lo fai troppo presto non se ne accorge nessuno, se lo fai troppo tardi sei uno che copia e se non lo fai sei uno snob. L’ideale è sempre seguire il proprio istinto, nella speranza che qualcuno si accorga del tuo lavoro e lo apprezzi, contribuendo a renderlo popolare e noto al grande pubblico. Recentemente intervistando Joe R. Lansdale la discussione è virata dall’orrore di celluloide a quello quotidiano, basta alzare lo sguardo per vedere come la crisi economica e l’instabilità politica/sociale stiano destabilizzando la Terra. Le sommosse contro il G20 oppure il missile lanciato dalla Corea del Nord verso est lasciano pensare; qual è la tua opinione in merito (non limitandoci solo a questi singoli casi)? Purtroppo è una ovvietà, ma è anche la cruda verità: l’orrore quotidiano, quello della vita vera, è sempre molto peggiore e drammatico e terrificante di quello inventato per lo schermo. Ma la paura cinematografica non mira allo sconvogimento dell’animo umano, ma alla riflessione su ciò che ci lascia sgomenti. Da questo punto di vista ritengo che il genere horror sia una cosa seria ed abbia una importanza rilevante per la società. Molti lo etichettano come “roba da adolescenti”, e in parte forse lo è, magari per quel che rigurada film seriali come la saga di SAW per esempio. Ma se ci soffermiamo sulle molte opere d’autore di genere horror, scopriamo quanto queste affrontino tematiche importanti utili alla comprensione delle pulsioni più recondite dell’animo umano. Quali sono i film di genere non horror che ti hanno più colpito negli ultimi mesi? Cosa pensi, inoltre, dei casi Gomorra e Il Divo che hanno “esportato” tematiche sociali italiane all’estero? Penso molto bene dei due film Italiani da te citati, ma penso altresì che si dovrebbe dare maggior risalto anche alle cosiddette opere di fantasia e di genere fantastico in Italia, invece che spingere sempre il pedale dell’acceleratore su film di impianto sociale. Il cinema è anche fantasia, creazione di mondi immaginari, siano questi meravigliosi o terrificanti. Noi Italiani i generi li abbiamo sempre raccontati con maestria e spesso li abbiamo reinventati, non capisco quindi tutto questo atteggiamento di rifiuto da parte degli addetti ai lavori. Film non horror che mi hanno colpito negli utlimi mesi? Molti, e siccome ultimamente vedo solo film non horror rischierei da fare una lista lunghissima. Di recente ho visto Ombre dal profondo con Kevin Spacey, un film notevole e di grande atmosfera. Ho trovato interessante anche Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, anche se non mi ha fatto impazzire come invece è accaduto a quasi il mondo intero. Come stai promuovendo il tuo (ottimo) Il colore venuto dallo spazio? Ci parli anche delle difficoltà che sicuramente hai incontrato (e stai incontrando) per la distribuzione in Italia? COLOUR FROM THE DARK sta andando molto bene all’estero. A Marzo esce in dvd negli States e recentemente, per le festività di Halloween, è uscito in alcune sale cinematografiche americane. Il discorso italiano ormai io non lo affronto nemmeno più. Distributori e produttori italiani continuano ad ignorarmi. Bene, ne prendo atto e io faccio esattamente la stessa cosa. Ci ignoriamo reciprocamente, per me è un capitolo chiuso. Ti lascio queste ultime righe per lasciare un messaggio/consiglio ai giovani cineasti che bazzicano su IndieHorror. Ai giovani registi dico che incontreranno molti ostacoli, e che i dispiaceri saranno molti di più delle soddisfazioni, ma se la loro vocazione è quella di essere dei cineasti allora non devono mollare mai e credere sempre nelle loro idee … sempre.

Fonte: Indie Horror

Vita da discount

di Giuseppe Vespo

La diagnosi del verbale di pronto soccorso dice «sindrome ansiosa». La prognosi, «sette giorni di riposo a casa». Tra le note, l’invito a rivolgersi al Csm territoriale, il Centro di salute mentale. Tutto per una pipì arrivata troppo presto, prima della pausa prevista dal contratto. È un giorno di novembre, ma potrebbe essere oggi. In uno degli ipermercati Panorama di Roma una cassiera chiede di andare in bagno. Non le toccherebbe, è al lavoro da appena un’ora e mezza. Ma è urgente e chiede l’autorizzazione. L’aspetta inutilmente per quaranta minuti. Poi si sente male e i colleghi chiamano l’ambulanza che la porta in pronto soccorso. «Da qui esci solo col 118», dice adesso la ragazza. La sua vicenda «è il sintomo e l’effetto di una gestione del personale inqualificabile e sempre più ottocentesca», scrivono i sindacati in un protocollo di contestazione all’azienda che ha come oggetto il «diritto alla pipì». Un diritto limitato per molti dei dipendenti di discount o punti vendita della grande distribuzione alimentare. Difficile quantificare quanti siano: la Filcams Cgil ne stima circa 400mila, ma il dato comprende anche la «gdo» (grande distribuzione organizzata) non alimentare, tipo l’Ikea.

Non si contano neanche le storie di ordinaria vessazione che subiscono questi lavoratori. L’ultima che ha suscitato un po’ di clamore è della fine di gennaio. Riguarda sempre la pipì, quella dei 40mila dipendenti Carrefour stavolta. Dal primo febbraio se ne può fare una per turno, dice il nuovo regolamento, per la seconda ci vuole il certificato medico. Scaduto il contratto integrativo, alla multinazionale francese hanno pensato anche di azzerare la pausa retribuita: se ti fermi un quarto d’ora per riprendere fiato recuperi a fine turno. C’è così tanto da lavorare che da gennaio 2009 il punto vendita della Romanina ha messo in mobilità 115 persone. Mentre in altri ipermercati si lavora con contratti interinali settimanali, in scadenza come lo yogurt sul banco frigo. «Il meccanismo è semplice – racconta una dipendente che vuole proteggere il suo nome – il contratto scade la domenica e il venerdì l’agenzia ti chiama per il rinnovo. Se non chiama non lavori». Succede che non chiamino? Quasi mai: «Io vado avanti così da quattro anni», dice la ragazza. Quattro anni settimana dopo settimana: «Se faccio 19 ore guadagno 6/700 euro. Se ne faccio 24 arrivo a 750». Così però «non puoi crearti delle prospettive. Non posso nemmeno comprare la macchina, chi mi concede un finanziamento? Vivere da sola? È dura. Per questo ho chiesto almeno un contratto stagionale, sei mesi – continua lei – mi hanno risposto che le assunzioni sono bloccate». E fare causa? «Mi sono informata, magari la vinco ma poi?». Bisogna stare attenti perché si perde anche il poco che si ha. Al Lidl, per esempio, altro grande discount sul quale è stato scritto anche un libro nero, qualcuno la causa l’ha fatta. Ma si tratta di dipendenti a tempo indeterminato che si sono opposti all’«invito» a pulire i locali alla fine del turno. Un coraggio che in uno dei punti vendita di Milano hanno trovato solo in due su 18 lavoratori. Dopo un anno hanno vinto la loro battaglia e adesso sono gli unici esclusi dalla mansione. La questione è stata posta anche negli incontri che hanno preceduto la firma dell’ipotesi di contratto integrativo raggiunta a novembre. Una conquista non da poco per i dipendenti del discount tedesco, tra i più diffusi nel mondo. Le pulizie però restano fuori dall’intesa. «Oggi devo dire che le cose vanno meglio di quando sono stata assunta», rivela una cassiera milanese. «Si stanno facendo dei piccoli passi in avanti rispetto a quando, come è successo per esempio ad Albenga, organizzavano delle finte rapine per vedere come reagivamo. Ecco, test di questo tipo non ne subiamo più». Sembra che le cose non vadano tanto male neanche all’interno del più grosso discount del Paese, l’Eurospin. Almeno nel Senese, dove la gestione è in mano a Eurospin Tirrenica, una delle cinque società italiane che controllano i 750 punti vendita sparsi per il Paese. Non ci sono notizie di scioperi contro l’azienda, solo di rapine. Anche perché qui i sindacati praticamente non esistono. Il gruppo è nato nel ‘93. Secondo i sindacati nazionali, la holding Eurospin controllerebbe il pacchetto azionario di maggioranza delle società territoriali. Il resto è tenuto da azionisti locali. «Qui – racconta un dipendente – non va malissimo. Certo, non abbiamo integrativo. A volte le circolari sono scritte in militaresco, facciamo anche le pulizie e se perdiamo il badge lo paghiamo 50 euro. Non so se succede lo stesso anche in Sicilia, non sappiamo nulla degli altri punti vendita, non c’è neanche un coordinamento dei lavoratori». Neppure su Facebook, che ospita i gruppi del Carrefour o di Mc Donald’s.

Il grande fast food americano non rientra nella gdo alimentare. Ma anche qui i dipendenti hanno qualcosa da raccontare. «Se anche tu hai partecipato alla vita lavorativa dentro un Mc donald’s puoi capirmi!!!», recita la description del gruppo su Facebook. Ci dice qualcosa uno dei tanti studenti universitari di Parma che lavorano col contratto “week end” a tempo indeterminato: sette euro l’ora per otto ore tra venerdì e domenica sera, e la malattia nei tre giorni non è mai pagata. All’inizio, quando sei lento anche perché nessuno ti spiega come fare, subisci come l’ultimo arrivato in caserma: fai spesso il lavoro peggiore, le pulizie. Anche se il nostro contratto è multiservizio, non sta scritto da nessuna parte che devi pulire pure il vomito dei bambini. O che ti tocca lasciare la cucina per sistemare il bagno». Alla fine si torna sempre lì, alla toilette: ormai simbolo di diritti negati.

13 febbraio 2010 – fonte: http://www.unita.it/news/sociale/95000/vita_da_discount

La legge è uguale per tutti

L’appello del popolo viola per la manifestazione del 27 febbraio contro l’illegittima impunità.

Pubblichiamo il testo dell’appello promosso da Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Montecitorio, Bo.Bi., Blog San Precario, LiberaCittadinanza e pagina Facebook del Popolo Viola per una manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale.

Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.

Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.

Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.
Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.

Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.

Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.

A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.
Perciò torniamo nella piazza, affianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:

Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

Altre informazioni e aggiornamenti alla pagina Facebook del popolo viola

Camilleri, Hack, Flores d’Arcais: “No all’illegittima impunità, tutti in piazza il 27 febbraio”

Pubblichiamo l’appello inviato da Andrea Camilleri, Margherita Hack e Paolo Flores d’Arcais a 120 personalità del mondo della scienza, della cultura e dello spettacolo perchè aderiscano alla manifestazione del popolo viola contro il legittimo impedimento.

Per sabato 27 febbraio numerosi siti del “popolo viola” hanno indetto manifestazioni in numerose città italiane (l’appuntamento principale sarà a Roma, piazza del Popolo, dalle ore 14), con lo slogan “la legge è eguale per tutti” e la volontà di opporsi alla “illegittima impunità” che la legge berlusconiana ad personas sul “legittimo impedimento” imporrà al paese, stravolgendo la Costituzione.

I promotori hanno rivolto un accorato appello: “invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa”.

Di fronte al drammatico degrado dell’Italia, il “Bel Paese” che un malo governo sta riducendo a macerie morali, istituzionali, culturali, sociali, economiche, calpestando la Costituzione repubblicana anziché realizzarla, crediamo nostro elementare dovere aderire con il massimo dell’impegno.

Speriamo che siano tante, tantissime, una crescente “valanga”, le adesioni nei prossimi giorni di scienziati e scrittori, intellettuali e protagonisti dello spettacolo, che con la loro indignazione e passione democratica sapranno difendere la Costituzione nata dalla Resistenza, a conferma di una “società civile” degna dell’aggettivo, che non si piega né rassegna alla marcia totalitaria di un regime orwelliano.

Andrea Camilleri
Margherita Hack
Paolo Flores d’Arcais

http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-legge-e-uguale-per-tutti-lappello-del-popolo-viola-per-la-manifestazione-del-27-febbraio-contro-lillegittima-impunita/

http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-hack-flores-darcais-no-allillegittima-impunita-tutti-in-piazza-il-27-febbraio/

CollattivoHIVE sarà presente alla manifestazione, sia per dare la propria testimonianza e il proprio supporto, sia per raccogliere altro materiale per Equilibrio Precario, il documentario che stiamo preparando e che speriamo riesca presto a vedere la luce… di seguito il nostro primo trailer

Illegittimo