Ore 22.49: quella di rotondi era una minchiata

di Rita Pani

Acciderbolina! C’è voluto un lancio di agenzia alle 22.49 per specificare che l’inutile ministro all’attuazione del programma, rotondi, non ha proposto l’abolizione della pausa pranzo. Un po’ come a dire che questo governo, è obbligato a rettificare ogni volta che un suo illustre membro spara una cazzata. Cosa peraltro che accade ogni giorno, tanto per tenere impegnati gli organi di stampa, e per disimpegnare le menti degli italioti. Prova ne sia che come al solito, sotto la notizia, esiste l’annosa domanda: “Cosa ne pensate?” E l’italiota ne pensa sicuramente, visto che fino ad ora si sono espressi 13.534 lettori.

Bisogna sviare l’attenzione? Passate un microfono davanti alla bocca di uno dei servi preso a caso nel mucchio e il gioco sarà fatto.

Non si contano più le fabbriche occupate dagli operai che stanno perdendo il posto di lavoro, non si contano più – nemmeno interessano – gli operai che bivaccano sui silos, sui tetti, sulle ciminiere. Quelli che occupano i comuni le piazze, quelli che intasano Roma con i loro cortei, quelli fermati dai manganelli della polizia. Nessun sondaggio per sapere se i lettori fossero a conoscenza delle storiche origini dell’atto di forza perpetrato contro i lavoratori Eutelia una decina di giorni fa, quando sono stati aggrediti da “vigilantes” (squadracce) assunti dal padrone. Nel caso non lo sapeste, erano i metodi usati durante il ventennio fascista, poco prima di proibire lo sciopero per legge.

Ma tutto questo non interessa evidentemente nemmeno ai sindacati, che però stranamente ritrovano vigore e unità proprio nel momento in cui, un ministro dice una cazzata. Hanno risposto tutti, persino CISL e UIL, che non sono stati in grado di spiegare ai loro iscritti (sì qualcuno ancora paga le tessere) come e perché si siano venduti a Marcegaglia.

C’è persino l’ALCOA. I lavoratori che oggi hanno bloccato una carboniera che trasportava il materiale da combustione alla super centrale dell’ENEL a Portovesme. Immagino la loro preoccupazione nell’apprendere che rotondi da vent’anni rinunci alla pausa pranzo, e che quindi anche a loro consiglia l’astensione dal mangiare per dimagrire e mantenersi in forma. 3.000 mila famiglie che rischiano di rinunciare anche alla pausa cena, in un territorio – il mio – storicamente operaio.

Però, a questo proposito qualcosa devo aggiungerla. Proprio per la storia del territorio, proprio in merito al vissuto. Se in troppi non avessero scordato la storia, quando qualcuno mandò il suo pupazzo a dirvi che vi avrebbe fatto tornare a sorridere, e che il suo padrone aveva parlato con Putin e che ci avrebbe pensato lui a non far chiudere le industrie, lo avreste cacciato a calci nel culo. Lo so, non è il caso dell’ALCOA, perché ancora non si sapeva che avrebbe dovuto telefonare anche a Obama per promettervi di non chiudere l’ALCOA, ma è un dato di fatto che anche nel Sulcis i voti li ha presi. Sempre solidarietà, ma almeno questa volta, la storia, mandatela a memoria.

Fonte: http://guevina.blog.espresso.repubblica.it/resistenza/2009/11/ore-2249-quella-di-rotondi-era-una-minchiata.html

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1 commento

  1. Perché, da Rotondi arriva qualcos’altro oltre alle minchiate?


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