Buona notte, San Tino: il trailer

Buonanotte, San Tino – il trailer
Cortometraggio contro l’usura, realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2009 della Regione Lazio con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico.

Prodotto da CO.Di.Ci e CollAttivo HIVE
Con la collaborazione di ADUC e UNUSS
Con Andrea Roncato – regia di Federico Moschetti

Raiperunanotte – società consapevole contro la censura

Manca ormai solo un giorno alla grande iniziativa Raiperunanotte, voluta da un gruppo di giornalisti, fra cui Michele Santoro, per poter riuscire comunque a veicolare informazione sociale e politica in Italia nonostante l’intervento volto ad appiattire lo scambio informativo (con la scusa del rispetto di un principio di equità e di par condicio fra gli schieramenti), proprio a ridosso delle elezioni regionali; il provvedimento, come sappiamo, non ha tuttavia toccato le emittenti private (diretto organo di rappresentanza di uno di questi schieramenti), che in questo modo provvede da un mese a fare ininterrottamente una campagna elettorale a tappeto, senza scambi, senza contraddittori, senza confronti di alcun genere.

Per questo risulta fondamentale sostenere quanto più possibile l’iniziativa dei giornalisti coinvolti (fra cui ricordiamo anche Marco Travaglio e Giovanni Floris), in modo da dare la massima visibilità possibile a quello che sembra essere l’unico confronto possibile prima del voto, l’unico momento in cui avremo, tutti, la possibilità di valutare e comprendere la situazione politica e sociale italiana, lontano da sterili e propagandistici comizi e arringhe alle folle, volti solo a catturare l’attenzione di una popolazione anestetizzata dalle menzogne dorate e dai vuoti politici dominanti.

Qui di seguito trovate i “luoghi” principali in cui poter accedere all’evento, luoghi virtuali, che ci trovano tutti in qualche modo protagonisti e allo stesso tempo osservatori di un evento nato da una rete e da una compartecipazione che solo di recente in Italia si stanno affermando. Facciamole crescere.

Su internet

antefatto.it
repubblica.it
corriere.it
sky.it
espresso on line
unita.it
voglioscendere.ilcannocchiale.it
micromega.net
altratv.tv
macchianera.net
tvblog.it
blogosfere.it
rassegna.it
radioarticolo1.it
nonleggerlo.blogspot.com
radionation.it
metilparaben.blogspot.com
ilnichilista.wordpress.com
elioelestorietese.it
radiocage.it
radioreggio.it
radiocentromusica.it

Sul sito sono anche presenti delle mappe interattive per verificare facilmente, all’interno della propria regione, in quali piazze verranno organizzate proiezioni pubbliche, quali TV locali e quali stazioni radio trasmetteranno l’evento.

Per ogni altra informazione, potete visitare il sito dell’evento

Vita da discount

di Giuseppe Vespo

La diagnosi del verbale di pronto soccorso dice «sindrome ansiosa». La prognosi, «sette giorni di riposo a casa». Tra le note, l’invito a rivolgersi al Csm territoriale, il Centro di salute mentale. Tutto per una pipì arrivata troppo presto, prima della pausa prevista dal contratto. È un giorno di novembre, ma potrebbe essere oggi. In uno degli ipermercati Panorama di Roma una cassiera chiede di andare in bagno. Non le toccherebbe, è al lavoro da appena un’ora e mezza. Ma è urgente e chiede l’autorizzazione. L’aspetta inutilmente per quaranta minuti. Poi si sente male e i colleghi chiamano l’ambulanza che la porta in pronto soccorso. «Da qui esci solo col 118», dice adesso la ragazza. La sua vicenda «è il sintomo e l’effetto di una gestione del personale inqualificabile e sempre più ottocentesca», scrivono i sindacati in un protocollo di contestazione all’azienda che ha come oggetto il «diritto alla pipì». Un diritto limitato per molti dei dipendenti di discount o punti vendita della grande distribuzione alimentare. Difficile quantificare quanti siano: la Filcams Cgil ne stima circa 400mila, ma il dato comprende anche la «gdo» (grande distribuzione organizzata) non alimentare, tipo l’Ikea.

Non si contano neanche le storie di ordinaria vessazione che subiscono questi lavoratori. L’ultima che ha suscitato un po’ di clamore è della fine di gennaio. Riguarda sempre la pipì, quella dei 40mila dipendenti Carrefour stavolta. Dal primo febbraio se ne può fare una per turno, dice il nuovo regolamento, per la seconda ci vuole il certificato medico. Scaduto il contratto integrativo, alla multinazionale francese hanno pensato anche di azzerare la pausa retribuita: se ti fermi un quarto d’ora per riprendere fiato recuperi a fine turno. C’è così tanto da lavorare che da gennaio 2009 il punto vendita della Romanina ha messo in mobilità 115 persone. Mentre in altri ipermercati si lavora con contratti interinali settimanali, in scadenza come lo yogurt sul banco frigo. «Il meccanismo è semplice – racconta una dipendente che vuole proteggere il suo nome – il contratto scade la domenica e il venerdì l’agenzia ti chiama per il rinnovo. Se non chiama non lavori». Succede che non chiamino? Quasi mai: «Io vado avanti così da quattro anni», dice la ragazza. Quattro anni settimana dopo settimana: «Se faccio 19 ore guadagno 6/700 euro. Se ne faccio 24 arrivo a 750». Così però «non puoi crearti delle prospettive. Non posso nemmeno comprare la macchina, chi mi concede un finanziamento? Vivere da sola? È dura. Per questo ho chiesto almeno un contratto stagionale, sei mesi – continua lei – mi hanno risposto che le assunzioni sono bloccate». E fare causa? «Mi sono informata, magari la vinco ma poi?». Bisogna stare attenti perché si perde anche il poco che si ha. Al Lidl, per esempio, altro grande discount sul quale è stato scritto anche un libro nero, qualcuno la causa l’ha fatta. Ma si tratta di dipendenti a tempo indeterminato che si sono opposti all’«invito» a pulire i locali alla fine del turno. Un coraggio che in uno dei punti vendita di Milano hanno trovato solo in due su 18 lavoratori. Dopo un anno hanno vinto la loro battaglia e adesso sono gli unici esclusi dalla mansione. La questione è stata posta anche negli incontri che hanno preceduto la firma dell’ipotesi di contratto integrativo raggiunta a novembre. Una conquista non da poco per i dipendenti del discount tedesco, tra i più diffusi nel mondo. Le pulizie però restano fuori dall’intesa. «Oggi devo dire che le cose vanno meglio di quando sono stata assunta», rivela una cassiera milanese. «Si stanno facendo dei piccoli passi in avanti rispetto a quando, come è successo per esempio ad Albenga, organizzavano delle finte rapine per vedere come reagivamo. Ecco, test di questo tipo non ne subiamo più». Sembra che le cose non vadano tanto male neanche all’interno del più grosso discount del Paese, l’Eurospin. Almeno nel Senese, dove la gestione è in mano a Eurospin Tirrenica, una delle cinque società italiane che controllano i 750 punti vendita sparsi per il Paese. Non ci sono notizie di scioperi contro l’azienda, solo di rapine. Anche perché qui i sindacati praticamente non esistono. Il gruppo è nato nel ‘93. Secondo i sindacati nazionali, la holding Eurospin controllerebbe il pacchetto azionario di maggioranza delle società territoriali. Il resto è tenuto da azionisti locali. «Qui – racconta un dipendente – non va malissimo. Certo, non abbiamo integrativo. A volte le circolari sono scritte in militaresco, facciamo anche le pulizie e se perdiamo il badge lo paghiamo 50 euro. Non so se succede lo stesso anche in Sicilia, non sappiamo nulla degli altri punti vendita, non c’è neanche un coordinamento dei lavoratori». Neppure su Facebook, che ospita i gruppi del Carrefour o di Mc Donald’s.

Il grande fast food americano non rientra nella gdo alimentare. Ma anche qui i dipendenti hanno qualcosa da raccontare. «Se anche tu hai partecipato alla vita lavorativa dentro un Mc donald’s puoi capirmi!!!», recita la description del gruppo su Facebook. Ci dice qualcosa uno dei tanti studenti universitari di Parma che lavorano col contratto “week end” a tempo indeterminato: sette euro l’ora per otto ore tra venerdì e domenica sera, e la malattia nei tre giorni non è mai pagata. All’inizio, quando sei lento anche perché nessuno ti spiega come fare, subisci come l’ultimo arrivato in caserma: fai spesso il lavoro peggiore, le pulizie. Anche se il nostro contratto è multiservizio, non sta scritto da nessuna parte che devi pulire pure il vomito dei bambini. O che ti tocca lasciare la cucina per sistemare il bagno». Alla fine si torna sempre lì, alla toilette: ormai simbolo di diritti negati.

13 febbraio 2010 – fonte: http://www.unita.it/news/sociale/95000/vita_da_discount

La legge è uguale per tutti

L’appello del popolo viola per la manifestazione del 27 febbraio contro l’illegittima impunità.

Pubblichiamo il testo dell’appello promosso da Popolo Viola Roma, Presidio Permanente Montecitorio, Bo.Bi., Blog San Precario, LiberaCittadinanza e pagina Facebook del Popolo Viola per una manifestazione nazionale contro il legittimo impedimento e a sostegno degli organi di garanzia costituzionale.

Siamo persone libere, autonome dai partiti, decise a rilanciare il rinnovamento culturale e politico in questo Paese.

Rinnovamento gioioso, pacifico e determinato che nasce con il No B Day: l’imponente manifestazione che ha riempito Piazza san Giovanni a Roma il 5 dicembre 2009. La grande festa di democrazia che ha colorato di viola strade e piazze in Italia e nel mondo.

Noi crediamo che l’approvazione della norma sul legittimo impedimento eleverebbe di fatto un cittadino italiano al di sopra degli altri, e dei principi di legalità: violazione palese della nostra Carta Costituzionale.
Non è più tempo di indugiare: è ora che tutti ci mettano la faccia.

Per questo invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa.

Per questo invitiamo tutti i cittadini alla grande manifestazione di Roma, in Piazza del Popolo, sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 14.30.

A due mesi dal No B Day il rischio per la democrazia è ancora più grande.
Perciò torniamo nella piazza, affianco alla Costituzione e a sostegno degli organi di garanzia che essa prevede:

Nessuna legittimazione per chi attacca i principi della civile convivenza!

Altre informazioni e aggiornamenti alla pagina Facebook del popolo viola

Camilleri, Hack, Flores d’Arcais: “No all’illegittima impunità, tutti in piazza il 27 febbraio”

Pubblichiamo l’appello inviato da Andrea Camilleri, Margherita Hack e Paolo Flores d’Arcais a 120 personalità del mondo della scienza, della cultura e dello spettacolo perchè aderiscano alla manifestazione del popolo viola contro il legittimo impedimento.

Per sabato 27 febbraio numerosi siti del “popolo viola” hanno indetto manifestazioni in numerose città italiane (l’appuntamento principale sarà a Roma, piazza del Popolo, dalle ore 14), con lo slogan “la legge è eguale per tutti” e la volontà di opporsi alla “illegittima impunità” che la legge berlusconiana ad personas sul “legittimo impedimento” imporrà al paese, stravolgendo la Costituzione.

I promotori hanno rivolto un accorato appello: “invitiamo tutti gli esponenti della cultura e dell’informazione, della scienza e dello spettacolo, delle forze democratiche e del lavoro, ad aderire e partecipare alla nostra nuova iniziativa”.

Di fronte al drammatico degrado dell’Italia, il “Bel Paese” che un malo governo sta riducendo a macerie morali, istituzionali, culturali, sociali, economiche, calpestando la Costituzione repubblicana anziché realizzarla, crediamo nostro elementare dovere aderire con il massimo dell’impegno.

Speriamo che siano tante, tantissime, una crescente “valanga”, le adesioni nei prossimi giorni di scienziati e scrittori, intellettuali e protagonisti dello spettacolo, che con la loro indignazione e passione democratica sapranno difendere la Costituzione nata dalla Resistenza, a conferma di una “società civile” degna dell’aggettivo, che non si piega né rassegna alla marcia totalitaria di un regime orwelliano.

Andrea Camilleri
Margherita Hack
Paolo Flores d’Arcais

http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-legge-e-uguale-per-tutti-lappello-del-popolo-viola-per-la-manifestazione-del-27-febbraio-contro-lillegittima-impunita/

http://temi.repubblica.it/micromega-online/camilleri-hack-flores-darcais-no-allillegittima-impunita-tutti-in-piazza-il-27-febbraio/

CollattivoHIVE sarà presente alla manifestazione, sia per dare la propria testimonianza e il proprio supporto, sia per raccogliere altro materiale per Equilibrio Precario, il documentario che stiamo preparando e che speriamo riesca presto a vedere la luce… di seguito il nostro primo trailer

Illegittimo

Macelleria sociale

Siamo un non-paese,una finta nazione,una pseudo-società e a ricordarcelo,senza rendersene conto,è chi ne approfitta per le sue sparate (appunto,il partito dell’amore).Abbiamo distrutto un paio di generazioni,costringendole a campare senza prospettive a casa delle loro famiglie,ma non vogliamo cambiare una virgola del sistema economico e politico che ha prodotto questo scempio.
Quindi?Fomentazione del conflitto generazionale,in questo caso,della guerra tra poveri in un altro,insulti e minacce verbali una volta agli uni(bamboccioni, fannulloni),una volta agli altri(stavolta,i pensionati,ieri la sinistra che,parole sue,del ministro del partito dell’amore,dovrebbe andare a morire ammazzata).E il popolo,spettatore affamato,che reagisce come il cane di Pavlov:abbaia una volta contro uno,una volta contro l’altro.

Mi chiedo:quanti sono coloro i quali si rendono conto che queste sparate accoppiano capre e cavoli,distraggono dai problemi che pretendono di affrontare e fanno male alla società?Abbiamo affidato i destini di milioni di persone a prestigiatori e imbonitori,ce ne accorgeremo tardi,del tempo perso appresso a queste sparate.Brunetta parla tanto per parlare e ottenere visibilità da parte dei media.I giovani non vogliono l’elemosina da parte di un governo che un giorno dice una cosa ed il giono dopo se la rimangia,vogliono lavoro,ma lavoro vero e non poche ore al giorno e per qualche mese e poi a spasso.Un lavoro che offra dignità nel vivere,che dia la possibilità di programmare il proprio futuro,di poter avere una casa ed una famiglia.

Le risorse ci sono,basterebbe far pagare le tasse a tutti e combattere seriamente e una volte per tutte la piaga dell’evasione,cosa che il governo Berlusconi si guarda bene di fare perchè è consapevole che una buona parte del suo elettorato è composta da evasori grandi e piccoli che,stimolati anche dalle affermazioni di Berlusconi,non vogliono pagare il dovuto per sostenere le spese dello Stato.
Altre fonti di spreco del denaro pubblico si possono individuare con facilità come per esempio le spese per gli enti inutili,per la pletora di parlamentari compresa una drastica riduzione dello stipendio.Brunetta lo sa ma anche lui fa parte della casta e non ha nessuna intenzione di rinunciare alla abbuffata,come dimostra il fatto che vuole contemporaneamente fare il sindaco di una grande città senza abbandonare la poltrona da parlamentare interpretando forzatamente a suo favore una legge che lo vieta.Meglio allora spolpare i pensionati,tanto sono vecchi ed hanno poche esigenze.Ma fino a quando dovremo sopportare uno così?
Non bisogna essere dei maghi della finanza per sapere che i genitori, in buona parte, già oggi stanno aiutando i figli ad uscire di casa e a mantenersi, contribuendo a pagare affitti stratosferici che certo un lavoro precario non può garantire (perchè esiste il lavoro precario a 1000 euro al mese anche dopo 3,4,5,6,7 anni di precariato, altro che favola che dopo 2 anni la maggioranza dei precari viene stabilizzata). E il ministro cosa pensa, di togliere ai genitori pensionati per dare ai loro figli? Ma si vergogni, pensi piuttosto a tassare le rendite e le grandi ricchezze, a colpire gli evasori, altro che scudo fiscale. I un paese in cui il 10% della popolazione possiede il 55% della ricchezza, non dovrebbe essere difficile. Più equità Brunetta, meno elemosina e meno guerra tra poveri.
Ha del genio l’aspirante Ministro-Sindaco, non c’è che dire! Dapprima ipotizza una legge che costringa i “bamboccioni” a uscire di casa. Poi parzialmente si ravvede, rammentandosi egli che il governo “iberale” di cui fa parte non deve/non può intervenire nei comportamenti individuali: e allora ridimensiona il tutto a mera “provocazione”, se non altro per vedere le reazioni o il dibattito che induce. Poi gli viene la grande idea: 500 euro al mese a chi esce di casa! Da reperire dove? Ma è semplice, suvvia! agendo ancora sulle pensioni di anzianità, secondo il motto “Meno ai padri, più ai figli!”.
Idea geniale, davvero, dato che già avendo il governo Berlusconi (come del resto quelli che lo hanno precededuto) inferto qualche colpo al principio dei diritti acquisiti, si può ben rincarare la dose: non sarà qualche astrattezza giuridica a impedire il nobile scopo di liberare i giovani dall’oppressione genitoriale! Rimane un (piccolo) quesito, anzi due (il secondo davvero irrilevante).
Il primo è: il Ministro conosce il costo medio dell’affitto di un minilocale? Il secondo è se il Ministro-Economista si renda conto che, in una economia stagnante, o peggio per un po’ ancora decrescente, l’allungamento dell’età pensionabile rallenterà ancor più l’ingresso nel mondo del lavoro di quei giovani che egli, giustamente, vuole “liberare”. Poiché il Ministro queste cose le conosce benissimo, non resta che dire che egli ha ancora una volta perso l’occasione per tacersi… Oh, povera Venezia!

Fonte: Kliggmagazine

Zittire Internet per la democrazia

di Francesco De Collibus

Se uno psicolabile scaglia un souvenir contro la faccia del Presidente del Consiglio, è chiaro di chi sia la colpa: di Internet,ovviamente.
E’ dimostrato come Tartaglia abbia organizzato tutto sin dall’inizio attraverso Internet.
Solo attraverso Internet ha potuto comprare dai mercanti d’armi internazionali quei letali ordigni a forma di Duomo, micidiali armi che in nessun caso potevano essere reperite nelle bancarelle di souvenir lì in piazza (1). Attraverso gli inganni di Internet il tentacolare Tartaglia ha poi manipolato gli uomini della scorta, convincendoli che fosse del tutto sicuro lasciar fare un bagno di folla a uno dei leader europei più controversi e contestati del secolo. Dulcis in fundo, solo grazie ai sofisticati algoritmi di puntamento dei centri di calcolo su Internet l’attentatore ha potuto indovinare la traiettoria di quella micidiale palombella. D’altronde la sorte di persone un attimino più concilianti di Silvio, quali Gandhi e Giovanni Paolo II, testimonia che mai e poi mai ai personaggi pubblici in una piazza gremita viene torto un capello (2).

Il problema quindi, secondo il Governo e tutte le persone di buona volontà, è uno solo: bisogna zittire Internet, filtrare, censurare, imporre la mordacchia, mettere il bavaglio (3).
Prima di Internet, infatti, i gesti di violenza politica non esistevano. Umberto I, l’arciduca Massimiliano, JFK, Aldo Moro, Olof Palme sono tutti morti per un incidente sulle montagne russe. Internet infatti è incivile e impedisce alla gente di parlare e confrontare le proprie opinioni. La televisione invece aiuta il confronto e la tolleranza, specie quando due tronisti fanno a botte in prima serata, o Sgarbi azzanna qualcuno alla gola, o Corona frattura una mano (la sua, per fortuna). La televisione è una palestra di democrazia dove possiamo imparare i valori fondanti del vivere insieme, come il colore preferito di mascara di Valeria Marini, i consigli dell’esperto per abbronzare le chiappe, oppure la weltanschauung di Alfonso Signorini declinata su questa edizione del Grande Fratello . Su Wikipedia troviamo solo ciarpame buono per non fare i compiti a scuola, o video di disabili picchiati su youtube, che sia mille volte maledetto chi ha caricato quel video: i ragazzi prima del pestaggio non si erano pettinati.
E’ poi del tutto chiaro che se qualcuno esprime un sentimento sconveniente su Internet, come gioia per la disgrazia capitata, questo sentimento si manifesta solo su Internet e a causa di Internet. Quella stessa persona non esprimerà mai e poi mai la stessa opinione al bar, con gli amici, o in altre sedi. E’ Internet il problema, è Internet che causa il disagio, non, per fare una ipotesi fantasiosa, una azione di Governo rissosa e scellerata.
Inoltre, Internet è in mano a una sola persona, quindi è facile da controllare, perché ha un comitato editoriale che stabilisce cosa può uscire su Internet e cosa no. In televisione invece ognuno può dire le corbellerie che vuole liberamente e questo spiega, ad esempio, gli editoriali di Minzolini.
Internet non fa circolare liberamente le idee.
Internet non avvicina i continenti e i popoli.
Internet non sviluppa il potenziale nascosto delle persone, ovunque esse si trovino.
Internet non è un luogo di confronto e di incontro con gli altri.
Internet non è l’espressione più compiuta della democrazia che il mondo abbia mai visto, come gli antichi Ateniesi neanche se la potevano sognare.
Internet è solo una fucina di terrorismo, un bassofondo in cui si inneggia alla morte del Premier e a un attentatore psicolabile, bassofondo peraltro già ghettizzato dal Decreto Pisanu con la disciplina d accesso alla rete più farraginosa del mondo. Roba che neanche gli USA post-11 settembre del peggiore Bush si potevano sognare.
E’ giusto che il Governo operi un giro di vite di repressione sulle opinioni, cosa che non è per nulla caratteristica dei regimi con problemi di consenso. I “Capi di Internet”, saranno messi alla sbarra: ci rimarrà l’oasi di libertà del TG4, e l’imparzialità degna di Catone del Tg1 e del rinnovato Corriere della Sera. Come dice la pubblicità, una informazione di parte genera persone immobili. L’informazione “imparziale”, come la intendono loro, invece fa girare qualcosa, altroché! A me fa girare le gonadi, per esempio.

NOTE:

1) Sempre attraverso losche aste su Internet il folle si è procurato un altro oggetto esotico: il crocifisso. Questo strambo oggetto che l’attentatore intendeva scagliare contro il Premier è particolarmente raro in Italia, e del tutto introvabile poi negli edifici pubblici.
2) Il personaggio – come si evince da alcune intercettazioni di Tarantini – sembra non credere neppure all’esistenza dell’HIV, probabilmente è convinto della sua invulnerabilità e immortalità personale. Lo sbigottimento sincero, l’incredulità che lo ha preso alla vista del suo stesso sangue è inquietantemente simile a quella di Serse del film 300, quando dall’alto del suo trono semidivino viene ferito dal giavellotto di Leonida, e solo allora realizza di essere mortale.
3) Preoccupazione che il governo condivide con quello delle altri grandi nazioni democratiche che aspiriamo a emulare, Cina, Libia, Iran, Bielorussia, Corea del Nord.

Fonte: http://www.carmillaonline.com/archives/2009/12/003292.html