Ivan Zuccon e l’Horror indipendente

Intervista molto interessante al regista italiano di horror indipendente Ivan Zuccon, che come spesso capita è molto conosciuto oltre i confini italiani, ma trova poco spazio e poca distribuzione nel nostro paese.

Riproponiamo l’intervista di Giulio DeGaetano, tratta dal sito Indie Horror:

Ivan Zuccon rappresenta buona parte del cinema italiano di oggi (e di ieri): ignorato in patria ma acclamato all’estero. Sembra incredibile, e ne troverete conferma nelle sue parole, come ci si debba rassegnare ad una distribuzione nazionale, dovendo puntare sin dall’inizio al mercato europeo (prima) ed americano (poi) senza potersi minimamente guardare intorno. COLOUR FROM THE DARK è il suo ultimo lavoro, un ulteriore passo avanti dopo film come NYMPHA e LA CASA SFUGGITA, che adesso è stato esportato in dvd in America … mentre in Italia continua a non parlarsene. I caratteri che muovi sullo schermo sembrano animati da un impulso primordiale (la cieca fede di Geremia in Nympha, oppure il male insinuato nella carne della protagonista de Il colore venuto dallo spazio), sembra quasi che ti affascini il lato più istintivo (e bestiale) dell’uomo. Diciamo che cerco di mettere in contrapposizione i due elementi primari che muovono le azioni e i comportamenti umani: l’istinto e la ragione. In realtà non sono affascinato dai comportamenti bestiali degli uomini, ne sono spaventato. Certo è che dovendo raccontare storie di paura viene logico per me raccontare ciò che mi spaventa realmente, da ciò la presenza di questi elementi primari nei miei film. In Colour From the Dark per esempio la “ragione” è bel rappresentata dal personaggio di Pietro, con la sua solidità morale, con la sua caparbietà nel cercare di capire con l’ausilio della logica tutto il male che si sta scatenando nella sua famiglia. Lucia invece incarna le pulsioni più selvagge, rappresenta la ragione che soccombe agli istinti più biechi e violenti. Alla fine di tutto la ragione verrà schiacciata dal male che sovrasterà tutto e tutti, degradando e corrompendo ogni cosa. Hai sempre saputo dosare lo splatter (Bad Brains) con l’orrore gotico e suggestivo (Il colore venuto dallo spazio), oltre a dirmi quali cineasti (italiani e non) ti hanno influenzato in entrambi i filoni, a quale di questi due elementi preferisci dare risalto? Non amo molto lo splatter. Quando l’esibizione dell’effetto di make-up è gratuito e fine a se stesso a me non piace, e cerco di tenere bene a mente questo aspetto nei miei lavori. Credo che in COLOUR FROM THE DARK ci sia un buon equilibrio tra ciò che si mostra e ciò che si fa intuire, senza eccedere nell’effettaccio ma senza nemmeno essere troppo conservativi. Quanto ti influenza la letteratura, che sia orrorifica o meno? Quale romanzo stai leggendo attualmente? Diciamo che l’aspetto estetico mi viene influenzato dalla visione di opere cinematografiche, mentre l’elemento contenutistico spesso mi viene suggerito dalle mie letture. I miei scrittori preferiti di sempre sono William Burroughs e James Ballard. Ultimamente purtroppo non riesco a leggere molto, e nemmeno a vedere molti film horror. Dopo la nascita di mia figlia Miriam mi vedo costretto (anche se è un sacrificio che faccio con piacere) a vedere molti cartoni animati e leggere tante fiabe. Visti in modo intensivo e con gli occhi dell’adulto i cartoons sono una esperienza strana. L’uso della violenza nei programmi per bambini è portata all’estremo, ma privata della sofferenza. E’ curioso vedere personaggi picchiati a raffica senza che questi ne portino le conseguenze. Non so se questo influenzerà in qualche modo i miei lavori futuri, ma non è escluso. L’ultimo romanzo che ho letto e che ha in qualche modo a che fare con l’horror è “La Voce Dentro” di Sara Gran. Un bel libro asciutto e diretto con una scrittura ed una visione molto cinematografica. Che approccio segui quando decidi di dedicarti ad un nuovo film? Leggi script preparati da altri, guardi cosa ti ruota intorno e impugni la penna … Un po’ tutte e due le cose. Leggo script che mi vengono recapitati che però, in genere, non mi attraggono molto, sembra che i nuovi autori si gettino troppo nello spatter e dimentichino l’importanza delle storie e dei personaggi. Se prendo in mano la penna è solo per stendere dei soggetti, poi mi affido a sceneggiatori di fiducia per lo sviluppo. La scrittura non è la mia passione, ma a volte per dare sfogo alle mie idee mi vedo costretto a scrivere storie di mio pugno. Abbiamo assistito a diversi filoni horror che hanno spopolato in determinati periodi in base ai gusti dei fan (si pensi allo splatter anni ’80 o al teen-horror lanciato da Scream), tutt’oggi siamo in balia della remake-mania. Quando pensi finirà questo ennesimo corso, e quale sarà il prossimo secondo te? Ti assicuro che se sapessi quale sarà il prossimo filone di successo avrei già in cantiere un film, pronto per cavalcare l’onda prima di tutti, ma i trend sono difficili da predire. Il tempismo poi è fondamentale, magari fai un film che affronta tematiche che poi saranno di successo, ma se lo fai troppo presto non se ne accorge nessuno, se lo fai troppo tardi sei uno che copia e se non lo fai sei uno snob. L’ideale è sempre seguire il proprio istinto, nella speranza che qualcuno si accorga del tuo lavoro e lo apprezzi, contribuendo a renderlo popolare e noto al grande pubblico. Recentemente intervistando Joe R. Lansdale la discussione è virata dall’orrore di celluloide a quello quotidiano, basta alzare lo sguardo per vedere come la crisi economica e l’instabilità politica/sociale stiano destabilizzando la Terra. Le sommosse contro il G20 oppure il missile lanciato dalla Corea del Nord verso est lasciano pensare; qual è la tua opinione in merito (non limitandoci solo a questi singoli casi)? Purtroppo è una ovvietà, ma è anche la cruda verità: l’orrore quotidiano, quello della vita vera, è sempre molto peggiore e drammatico e terrificante di quello inventato per lo schermo. Ma la paura cinematografica non mira allo sconvogimento dell’animo umano, ma alla riflessione su ciò che ci lascia sgomenti. Da questo punto di vista ritengo che il genere horror sia una cosa seria ed abbia una importanza rilevante per la società. Molti lo etichettano come “roba da adolescenti”, e in parte forse lo è, magari per quel che rigurada film seriali come la saga di SAW per esempio. Ma se ci soffermiamo sulle molte opere d’autore di genere horror, scopriamo quanto queste affrontino tematiche importanti utili alla comprensione delle pulsioni più recondite dell’animo umano. Quali sono i film di genere non horror che ti hanno più colpito negli ultimi mesi? Cosa pensi, inoltre, dei casi Gomorra e Il Divo che hanno “esportato” tematiche sociali italiane all’estero? Penso molto bene dei due film Italiani da te citati, ma penso altresì che si dovrebbe dare maggior risalto anche alle cosiddette opere di fantasia e di genere fantastico in Italia, invece che spingere sempre il pedale dell’acceleratore su film di impianto sociale. Il cinema è anche fantasia, creazione di mondi immaginari, siano questi meravigliosi o terrificanti. Noi Italiani i generi li abbiamo sempre raccontati con maestria e spesso li abbiamo reinventati, non capisco quindi tutto questo atteggiamento di rifiuto da parte degli addetti ai lavori. Film non horror che mi hanno colpito negli utlimi mesi? Molti, e siccome ultimamente vedo solo film non horror rischierei da fare una lista lunghissima. Di recente ho visto Ombre dal profondo con Kevin Spacey, un film notevole e di grande atmosfera. Ho trovato interessante anche Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, anche se non mi ha fatto impazzire come invece è accaduto a quasi il mondo intero. Come stai promuovendo il tuo (ottimo) Il colore venuto dallo spazio? Ci parli anche delle difficoltà che sicuramente hai incontrato (e stai incontrando) per la distribuzione in Italia? COLOUR FROM THE DARK sta andando molto bene all’estero. A Marzo esce in dvd negli States e recentemente, per le festività di Halloween, è uscito in alcune sale cinematografiche americane. Il discorso italiano ormai io non lo affronto nemmeno più. Distributori e produttori italiani continuano ad ignorarmi. Bene, ne prendo atto e io faccio esattamente la stessa cosa. Ci ignoriamo reciprocamente, per me è un capitolo chiuso. Ti lascio queste ultime righe per lasciare un messaggio/consiglio ai giovani cineasti che bazzicano su IndieHorror. Ai giovani registi dico che incontreranno molti ostacoli, e che i dispiaceri saranno molti di più delle soddisfazioni, ma se la loro vocazione è quella di essere dei cineasti allora non devono mollare mai e credere sempre nelle loro idee … sempre.

Fonte: Indie Horror

Festival del Cinema Indipendente – a Foggia la IX Edizione

Sarà una giuria tecnica, presieduta dalla regista Maria Sole Tognazzi e composta dalla scrittrice Cinzia Tani, dal produttore Alessandro Bonifazi e dalle attrici Alessia Barela e Francesca Figus a valutare i 12 film in gara, che verranno proiettati nelle sale cinematografiche “Falso Movimento” e “Laltrocinema: “Mar Nero” di Federico Bondi, “Il sogno nel casello” di Bruno De Paola, “Polvere” di Massimiliano D’Epiro e Danilo Proietti, “L’uomo fiammifero” di Marco Chiarini, “Il sole di Nina” di Marco Arturo Messina, “Per Sofia” di Ilaria Paganelli, “Dall’altra parte del mare” di Jean Sarto, “Sogno il mondo il venerdì” di Pasquale Marrazzo, “Aria” di Valerio D’Annunzio, “Brokers-Eroi per gioco” di Emiliano Cribari, “Tutti intorno a Linda” di Barbara e Monica Sgambellone, “Aspettando il Sole” di Ago Panini.

I lungometraggi, quest’anno, concorreranno anche all’attribuzione del “Premio della Critica”, assegnato dalla giuria presieduta da Michele Causo, critico cinematografico, e dai giornalisti Vito Attolini (La Gazzetta del Mezzogiorno) e Alessandra Benvenuto (Il Corriere del Mezzogiorno). Il pubblico potrà votare on-line il film preferito sul sito ufficiale.

Crediamo molto nel cinema di qualità, che non trova sufficiente visibilità nelle sale per meccanismi legati alla distribuzione”, ha precisato il Presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe.

Ha sottolineato invece il lavoro di rete l’assessore provinciale alla Cultura Billa Consiglio: ”Questa edizione si caratterizza anche per il pieno coinvolgimento di numerosi istituzioni, enti e professionalità, in una logica di condivisione”.

I due direttori artistici si sono soffermati invece sulla necessità del Festival di diventare sempre più punto di riferimento e di confronto per tutti coloro che hanno voglia di fare cinema, dando spazio ai giovani autori emergenti.

Molti gli eventi speciali in programma: cresce l’attesa per la presentazione di “Zemanlandia”, il documentario di Giuseppe Sansonna sugli anni d’oro del Foggia Calcio – prodotto dalla Showlab in collaborazione con la Fly Film e con il sostegno dell’Assessorato allo Sport della Provincia di Foggia – in programma lunedì 30 novembre, con una doppia proiezione alle 19 e alle 22 al cinema “Cicolella”. I protagonisti del documentario interverranno anche alla proiezione presso la Casa Circondariale di Foggia.

Sempre più ricca anche la sezione in concorso “La mente al cinema”, a cura di Antonello Bellomo, docente della Cattedra di Psichiatria dell’Università degli Studi di Foggia e di Luigi Starace, Direttore dell’Associazione di Promozione Sociale “Stigmamente.it”.

Ben 19 i lavori in gara nella categoria riservata a fiction, documentari e docu-fiction sul disagio psichico e lo stigma sociale. Tra gli altri eventi speciali che qualificano questa edizione, anche la sezione fuori concorso “Storie dal territorio”, in programma il 1° dicembre a Laltrocinema, a partire dalle 18, riservata agli autori locali che hanno ottenuto riconoscimenti a livello nazionale.

Una mini-maratona di proiezioni, dedicata ai talenti del territorio, con la proiezione delle opere di Cosimo Damiano Damato, Ferruccio Castronuovo, Pino Bruno e Anna Rita Caracciolo.Ricco il programma anche delle altre sezioni in gara: “Corti del Territorio”, riservata ad opere di fiction realizzate da autori pugliesi, oppure girate in Puglia, con dodici lavori selezionati su 37 opere. “Cortissimi” e “Videoclip” saranno proiettati sabato 28 e domenica 29 novembre, rispettivamente alla “Taverna del Gufo” e al “Moddy Jazz Cafè”.

Ottimo il successo riscosso dalle attività didattiche per gli studenti, con proiezioni e stage mattutini: sono oltre 1.500 i ragazzi che parteciperanno al fitto calendario di eventi per le scuole, fra cui l’incontro con la scrittrice Cinzia Tani, in collaborazione con il Club Unesco di Foggia. Una sezione fuori concorso sarà “Festival a mezzanotte: tre passi nel mistero”, ciclo di proiezioni dedicato all’horror e al mistero.

Verranno proposte, da mercoledì 2 a venerdì 4 dicembre, tre pellicole: in anteprima nazionale “Pandemia” di Lucio Fiorentino,“In the market” di Lorenzo Lombardi, “Smile” di Francesco Gasperoni.

Molto articolato anche il programma del “Festival in provincia”, che farà tappa in ben 23 Comuni della Capitanata.

Terry e Silvio, insieme per il cinema

Silvio Mason, giovane cineasta che vive a Como, sta ultimando la lavorazione di questo divertente mediometraggio sulla storia di Terry, bellissima gattina che vive con lui; per l’appunto, “Terry, una gatta per il successo”
Il rapporto fra i due e’ molto intenso, ma anche molto naturale, tanto che questa bellissima gatta, da lui adottata qualche tempo fa, si sposta con lui, in lunghe passeggiate per le vie del centro di Como, oppure, quando Silvio e’ al lavoro, se ne va in giro per le piazzette e le vie della citta’ per tornare quando ha voglia di stare con il suo umano.
Proprio la spontaneita’ di questo rapporto e’ alla base dell’idea che ha fatto nascere il film, storia di fiction di uno stilista che ha perso la propria vena creativa e che riuscira’ a trovare di nuovo l’ispirazione grazie all’intervento di questa gattina un po’ speciale e del suo talento nascosto – oltreche’, ovviamente, all’affetto che lega i due -. Nella storia di Silvio sono presenti moltissimi elementi autobiografici di vita quotidiana, un rapporto costruito giorno dopo giorno nel rispetto reciproco: Terry e’ in effetti la grande fonte di ispirazione del cineasta, proprio come lo e’ per il suo personaggio, la grande spinta che ha portato Silvio ad impegnarsi fortemente per produrre e distribuire con le proprie forze un’idea creativa e intelligente, oltre ad un film ben realizzato e pensato; a dimostrazione, ancora una volta, della grande voglia di creare cinema di molti giovani autori italiani, e della grande forza delle produzioni autonome, che partono dal basso, non potendo spesso accedere ai grandi circuiti produttivi sempre troppo chiusi per gli autori emergenti.
Il trailer di “Terry – una gatta per il successo” e’ stato presentato a Catania al Trailer Film Festival, mentre il film e’ previsto in uscita per dicembre 2009.
Per informazioni sul film, sulla produzione e sulle proiezioni, vi invitiamo a visitare il sito www.terrymovie.com

National Treasure. Il nuovo cinema indipendente italiano, versione 2.0

di CinemAvvenire

L’associazione CinemAvvenire ha lanciato (dopo un periodo di prova nelle prime settimane autunnali) la nuova versione della rassegna National Treasure. Il nuovo cinema indipendente italiano, una finestra che si apre sulle pratiche cinematografiche autarchiche, autoprodotte, avulse dai grandi circuiti distributivi, lontane dalle facili scorciatoie del prodotto preconfezionato per la – e prevenduto alla – TV, un forziere di immagini dal valore inestimabile che giace sepolto, invisibile, sotterraneo, spesso irraggiungibile. Come già accaduto la scorsa estate, all’epoca della Versione 1.0 della rassegna, si parla di suggestioni, sguardi, immagini e racconti non allineati, eccentrici, estranei a logiche produttive strettamente legate al profitto, che restituiscono pienezza e dignità alla parola “indipendente”. Non è poco se pensiamo a quanto sia difficile fare cinema oggi in Italia, fra nepotismi e gerontocrazia, è moltissimo se pensiamo ai risultati ottenuti da molti cineasti venuti su letteralmente dal nulla e capaci di costruirsi da soli una propria cifra autoriale e una propria identità. È a loro che CinemAvvenire dedica idealmente questa iniziativa, sono loro i protagonisti delle nostre “serate a tema” di stretta osservanza cinematografica.

Qui può essere visionato il programma, molto ricco ed interessante, soprattutto per i contributi freschi e i nuovi punti di vista sulla realtà filmica italiana.


L’appuntamento, per le settimane successive, è ogni Venerdì e Sabato, presso il Centro Polivalente CinemAvvenire, a Roma, in Viale dello Scalo San Lorenzo 51. Ingresso gratuito per i tesserati. Costo della tessera: € 5 fino a fine mese, € 10 fino a fine anno.
La rassegna è a cura di Sergio Di Lino. Proiezioni e incontri con gli autori a cura di Sergio Di Lino e Simone Moraldi.

 

Per informazioni:
-Segreteria CinemAvvenire (la segreteria è aperta dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00): Tel/Fax 0644362602 –

E-mail:

info@cinemavvenire.it

Direzione artistica della rassegna:

sergio@cinemavvenire.it