Sangue o pomodoro? Merda o Nutella?

Intelligentissimo e lucido articolo della blogger Rita Pani, cui va tutta la mia stima e che ringrazio; lo riporto, di seguito, ovviamente in forma integrale.

– di Rita Pani (APOLIDE) –

Se vi piace … prestate il fianco.
Io però non ci sto. Perdete pure tempo ad analizzare immagini e fotogrammi, frame to frame, indagate, ipotizzate: era passata di pomodoro o sangue? Lasciatevi ingannare, e come al solito guardate il dito che indica la luna. Non vorrete mica cedere alla tentazione di riappropriarvi della politica, in un frangente come questo? Ma quando mai? Più facile e anche divertente, schierarsi in opposte fazioni delle opposte fazioni. Civili buonisti o incivili e soddisfatti? Grazie ma non fa per me. Rivendico con forza la mia scelta di non essere mai complice.

Non è certo se fosse sangue o pomodoro, il problema. Poteva essere anche l’opera capolavoro di Carlo Rambaldi. Il risultato non cambia: da ieri – e chissà per quanto tempo ancora – siamo bersagliati dalla propaganda di regime, e si rischia di caderci dentro con tutte le scarpe. “Il folle, il miracolato, colui che sprezzante del pericolo si getta fuori della macchina per occuparsi del suo aggressore, l’odio e il perdono, le rassicurazioni: non strumentalizzerà l’attentato a fini propagandistici … e tutte le altre panzane che stanno sparando gli italici giornali igienici.” Perché non sfruttare l’occasione di rispondere a queste baggianate con un minimo di lucidità mentale? Perché pensare stanca e soprattutto non paga. Meglio allora lasciarsi andare alla regola “del nulla”: i gruppi su Facebook a sostegno del folle, tutti pazzi per il Duomo, tutti Scherlock Holmes e soprattutto tutti uniti nel deprecare l’odio e la violenza, l’insano gesto.

Peccato non riuscire ad essere una volta sola intellettualmente onesti, avere il coraggio di dire che l’odio c’è, tanto quanto l’istigazione alla violenza. E non da ieri, ma ormai da anni. Vorrei ricordarvi che il tizio ferito del consiglio, iniziò presto a rispondere al malcontento popolare con epiteti quali “coglioni, pezzenti, maleodoranti.” Vorrei anche ricordarvi frasi di eminenti esponenti di questo governo, tipo: “quelli di sinistra devono andare a morire ammazzati; gli atei europei che non vogliono il crocefisso devono morire.” L’odio è cresciuto rigoglioso, concimato dalla fame che incombe in un paese in cui si vuole a tutti i costi negare l’evidenza degli anziani costretti a frugare tra gli scarti delle verdure al mercato, degli esseri umani costretti ad essere schiavi, e non importa più se bianchi o neri, basta che siano abbastanza poveri da sottostare all’imposizione dei padroni che con la fame altrui diventano sempre più ricchi, sfruttandone il bisogno. Ricordiamoci che la risposta del tizio miserabile del governo, alla domanda di futuro del popolo senza lavoro e alla fame, non è stata: “Dateli le brioches,” ma “sono il più bello, sono il più giovane, sono macho, sono il più ricco, sono un super mand (pure ignorante!), sono il più amato, sono immortale, sono superiore, sono unto dal Signore, la povertà è un invenzione della sinistra, i giudici sono comunisti, i giornalisti sono nipoti di Stalin, sono intoccabile.”

Non è grave il fatto che si possa spaccare la faccia a un premier, è grave che a qualcuno venga in mente di farlo, e poco importa che sia pazzo oppure no. Chi è senza peccato scagli il primo Duomo. Vorrei poter vedere da qui, le mani che si alzano lentamente, in risposta a una semplice domanda: “Quanti di voi, sentendosi umiliati e offesi dalle sue parole, hanno pensato almeno una volta, ora spacco la televisione, e magari si sono limitati a spegnerla?” Ecco, se avete pensato di alzarla quella mano, potete anche smetterla di indagare sul come, e magari potreste utilizzare le energie per tentare di capire e raccontare “perché”.

La fame continua oggi ad avanzare a Termini Imerese, dove i lavoratori FIAT sono ormai certi di perdere il lavoro; sarà sangue o pomodoro? Continuiamo a scambiare la merda con la Nutella, e avranno vinto loro.

Fonte: R-Esistenza

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Ore 22.49: quella di rotondi era una minchiata

di Rita Pani

Acciderbolina! C’è voluto un lancio di agenzia alle 22.49 per specificare che l’inutile ministro all’attuazione del programma, rotondi, non ha proposto l’abolizione della pausa pranzo. Un po’ come a dire che questo governo, è obbligato a rettificare ogni volta che un suo illustre membro spara una cazzata. Cosa peraltro che accade ogni giorno, tanto per tenere impegnati gli organi di stampa, e per disimpegnare le menti degli italioti. Prova ne sia che come al solito, sotto la notizia, esiste l’annosa domanda: “Cosa ne pensate?” E l’italiota ne pensa sicuramente, visto che fino ad ora si sono espressi 13.534 lettori.

Bisogna sviare l’attenzione? Passate un microfono davanti alla bocca di uno dei servi preso a caso nel mucchio e il gioco sarà fatto.

Non si contano più le fabbriche occupate dagli operai che stanno perdendo il posto di lavoro, non si contano più – nemmeno interessano – gli operai che bivaccano sui silos, sui tetti, sulle ciminiere. Quelli che occupano i comuni le piazze, quelli che intasano Roma con i loro cortei, quelli fermati dai manganelli della polizia. Nessun sondaggio per sapere se i lettori fossero a conoscenza delle storiche origini dell’atto di forza perpetrato contro i lavoratori Eutelia una decina di giorni fa, quando sono stati aggrediti da “vigilantes” (squadracce) assunti dal padrone. Nel caso non lo sapeste, erano i metodi usati durante il ventennio fascista, poco prima di proibire lo sciopero per legge.

Ma tutto questo non interessa evidentemente nemmeno ai sindacati, che però stranamente ritrovano vigore e unità proprio nel momento in cui, un ministro dice una cazzata. Hanno risposto tutti, persino CISL e UIL, che non sono stati in grado di spiegare ai loro iscritti (sì qualcuno ancora paga le tessere) come e perché si siano venduti a Marcegaglia.

C’è persino l’ALCOA. I lavoratori che oggi hanno bloccato una carboniera che trasportava il materiale da combustione alla super centrale dell’ENEL a Portovesme. Immagino la loro preoccupazione nell’apprendere che rotondi da vent’anni rinunci alla pausa pranzo, e che quindi anche a loro consiglia l’astensione dal mangiare per dimagrire e mantenersi in forma. 3.000 mila famiglie che rischiano di rinunciare anche alla pausa cena, in un territorio – il mio – storicamente operaio.

Però, a questo proposito qualcosa devo aggiungerla. Proprio per la storia del territorio, proprio in merito al vissuto. Se in troppi non avessero scordato la storia, quando qualcuno mandò il suo pupazzo a dirvi che vi avrebbe fatto tornare a sorridere, e che il suo padrone aveva parlato con Putin e che ci avrebbe pensato lui a non far chiudere le industrie, lo avreste cacciato a calci nel culo. Lo so, non è il caso dell’ALCOA, perché ancora non si sapeva che avrebbe dovuto telefonare anche a Obama per promettervi di non chiudere l’ALCOA, ma è un dato di fatto che anche nel Sulcis i voti li ha presi. Sempre solidarietà, ma almeno questa volta, la storia, mandatela a memoria.

Fonte: http://guevina.blog.espresso.repubblica.it/resistenza/2009/11/ore-2249-quella-di-rotondi-era-una-minchiata.html